Umberto Eco e “Il Nome della Rosa”

Umberto Eco e Il Nome della Rosa

Attività composita (testi da leggere, esercizi di completamento e vero falso, ascolto).
Livello: C1/C2 
Software utilizzato: ExeLearning
Fonti: varie online (Wikipedia, Youtube, Blog…)
Link: QUI

Il nome della Rosa è tuttora uno dei romanzi italiani più  noti al mondo.

Molto spesso  nei corsi di livello C1/C2 mi hanno chiesto di parlare di Umberto Eco e di questo libro. Tuttavia la complessità della costruzione del romanzo, e la necessità di inquadrarlo nel contesto in cui è stato collocata la trama, mi hanno portato a fare una proposta più ampia ai miei studenti (ovviamente una “offerta a cui non potevano rinunciare” ;-). In sostanza, prima di parlare del romanzo o di vedere il film che ne è stato tratto avrebbero dovuto

“sorbirsi” questa attività online che avevo preparato per loro.

L’attività si presenta così:

Il capitolo successivo tratta di ordini monastici: era necessario presentare, soprattutto a studenti provenienti da paesi lontani, quegli aspetti della storia medievale ineludibili quando si intende lavorare su questo libro.In alto a sinistra è visibile il menù di navigazione tra i vari capitoli: quello mostrato da questa immagine proporne una breve biografia di Umberto Eco, senza alcun esercizio di comprensione collegato.

Nella parte successiva, però. cominciamo ad entrare nel tema: Umberto Eco era uno studioso di filosofia medievale: utilizziamo il dato per lavorare sulla comprensione del testo e con sostantivi e aggettivi di uso non colloquiale da inserire negli spazi. Un esercizio di completamento, quindi, adeguato al livello.

L’immagine successiva mostra l’esercizio proposto sulla comprensione della pagina: un semplice esercizio a scelta multipla che guida nell’analisi di un testo non particolarmente complesso, ma neanche particolarmente immediato.

 

Entriamo, a questo punto, nel “vivo” del romanzo, con un breve riassunto a cui segue un esercizio vero/falso che dovrebbe rendere il seguito più accessibile.

In sostanza la lettura del suo romanzo, da parte di uno studente di livello C1/C2, è assolutamente possibile in considerazione della “leggibilità” intrinseca: da valutare, da parte di ognuno, l’abitudine alla lettura di narrativa che possa anche essere considerata complessa, a prescindere dalla difficoltà linguistica in sé…

Presentiamo a questo punto, brevemente, il film di Annaud:

 


… a cui facciamo seguire la visione di una delle scene più famose ed emblematiche:

Ai miei studenti questa attività è piaciuta molto. In tanti hanno deciso di leggere il romanzo, in seguito, e quanti lo hanno fatto per davvero 😉 mi hanno detto che il lavoro di preparazione alla lettura è risultato molto utile.E’ una scena sulla quale si può lavorare bene sulla comprensione del parlato, tanto perché la voce narrante della prima parte è particolarmente chiara, quanto perché nelle fasi successive del dialogo il parlato è ben ritmato e non propone elementi di scarto rispetto al lavoro di preparazione precedente.

La storia della pasta

La storia della pasta…
Software utilizzato: ExeLearning.
Attività composita con esercizi su lessico e ascolto.

Qui trovi l’attività completa…

 

Il menù a sinistra- sulla home page dell’attività- permette la navigazione tra i vari capitoli.

Un titolo per definire l’attività…
Il titolo La storia della pasta qui è un po’ “pretenzioso” 🙂 … Tuttavia capita spesso di parlare di cibo italiano a lezione e la pasta è un elemento sostanziale della cucina italiana. Qui ho voluto dare dei cenni su come sia possibile interpretare la “nascita” della pasta, facendo riferimento ai documenti più diffusi.
Il brano è seguito da un semplice esercizio di comprensione vero/falso.

Un’immagine vale mille parole…
Nel capitolo successivo, ho sfruttato uno degli strumenti di ExeLearning che permette di costruire una galleria di immagini, inserendone alcune sui “vari tipi di pasta”.


Nella voce che segue, avevo pensato di creare un brevissimo esercizio di comprensione su alcuni verbi collegati al “fare” la pasta; poter utilizzare costantemente le immagini è sempre un elemento sostanziale nella preparazione di materiali fruibili online.



Un “americano” che mangia la pasta…
Quello che, tuttavia, mi stimolava di più nella composizione di questa attività era la possibilità di rintracciare validi riferimenti nelle arti visive. Ho pensato, quindi, di inserire in questo percorso la famosa scena di Un americano a Roma in cui Alberto Sordi decide di “distruggere” un piatto di spaghetti. Per farlo, però, mi sembrava opportuno dare dei riferimenti in merito al periodo in cui era stato girato il film e al contesto nel quale veniva inserita la storia.
Ecco perché ho pensato di rielaborare in poche righe alcuni riferimenti al Piano Marshall proposti da Wikipedia…


e successivamente una scheda con una breve sinossi del film:


Il lavoro di preparazione alla visione della scena è concluso, per cui non resta che inserire il file che contiene lo spezzone di film ospitato su Youtube.


Dopo aver guardato la scena una prima volta (come da consegna), gli studenti cliccano sul tasto indicato che apre una pagina a seguire. La pagina contiene, in sostanza, il testo del parlato con alcune note. Ferdinando, infatti, inserisce nel suo parlato  alcune espressioni tipiche di quello che chiamiamo “romanesco”, probabilmente non immediatamente accessibili a degli studenti stranieri.


Nelle note provo a dare una spiegazione accessibile ad alcuni dei termini e dei modi di dire tipiche che Ferdinando utilizza:


Il senso fondamentale di questa sezione voleva essere quello di attivare delle curiosità sulla storia  e di mostrare le sequenze di una scena famosa del cinema che italiano; una scena che contiene in sé una grande valenza ironica e auto-ironica immediatamente percepibile anche da parlanti di livello intermedio.
Ma…  accade, a volte, su Youtube che alcuni spezzoni di film presenti per molto tempo (e sui quali, magari, si lavora per tanto tempo) scompaiano:


… per poi riapparire con altro codice (cioè postati da altri utenti) e magari con durate diverse perché inserite in scene più lunghe.

Nella costruzione della attività alla scomparsa di un video da un indirizzo, bisognerebbe sopperire con il reperimento del nuovo indirizzo e quindi incorporare la scena o inserire il link alla nuova collocazione… Non è un lavoro lungo e complesso e si può fare tranquillamente, anche perché la rimozione di spezzoni di film da Youtube può capitare ma, obiettivamente, è un evento piuttosto raro.

Materiali reperibili in rete…
L’ultima sezione di questa attività contiene un esercizio di comprensione creato su un ottimo video di Giallo Zafferano.
La scena mostra la preparazione di un piatto di penne all’arrabbiata e dura circa 2 minuti: la durata è perfetta (tempi giusti sulla soglia di attenzione anche per apprendenti di livello B1/B2…), così come i ritmi del parlato  della conduttrice. Inoltre nei video di Giallo Zafferano sono mostrati e indicati i vari ingredienti utilizzati con estrema precisione:


Per lavorare sulla comprensione di questa scena, ho pensato di creare un semplice esercizio vero/falso, così da valorizzare al massimo l’agilità di sviluppo della scena stessa.


In conclusione
Ho costruito questa attività per i miei studenti di livello B2 ma mi sono accorto di poterla proporre anche a studenti di livello B1 e livello C2, ovviamente con diverso lavoro di preparazione alla fruizione per i diversi livelli.

Leonardo e l’ultima cena…

Leonardo e l’Ultima Cena…

Software utilizzato: Hot Potatoes.
Tipologia di esercizio: di riempimento (JCloze).

QUI ho caricato un esercizio su Leonardo Da Vinci.

Tra i miei studenti ho sempre notato  enorme curiosità verso questo grande personaggio. A lezione abbiamo spesso incontrato temi riferiti al suo “lavoro” (qui a Milano, per esempio i navigli, per tacer del Cenacolo a Santa Maria delle Grazie…) e poi con l’uscita e il perdurare nel tempo (in termini di diffusione…) del libro di Dan Brown (Il codice Da Vinci) ci si è spesso trovati a discutere su molti aspetti delle sue opere.

Non la faccio lunga…

Un documentario trovato su Youtube mi offriva la durata giusta (circa 4 minuti) per non andare troppo oltre la soglia di attenzione dei miei studenti e, visti i tempi adeguati del parlato nel commento audio, ho pensato di farne un esercizio di comprensione.

Ho ascoltato il brano e ne ho estrapolato alcune frasi chiave; ho  scelto alcuni termini come “chiave” anch’essi per una comprensione concreta del testo e ho quindi strutturato l’esercizio nel modo che mostro.
Con il senno del poi (e dopo qualche anno) … forse cambierei alcune cose; tuttavia mi sembra utile conservare questa versione per una serie di ragioni. La prima è pensare che questa tipologia di esercizi in sé non dovrebbe avere l’obiettivo di valutare le competenze linguistiche e culturali dello studente a cui li proponiamo, tutt’altro: questa tipologia dovrebbe servire a costruire un circuito culturale anche attraverso l’uso di una lingua piana e lineare. Ecco perché ritengo che questo esercizio in sé possa essere somministrato a più livelli dal B1 in su e rientrare in una prospettiva di modularità adeguata. In sostanza l’esercizio non è da considerarsi “facile” o “difficile” secondo il livello a cui lo proponiamo: va a inserirsi in percorsi di apprendimento di vario livello, all’interno dei quali deve essere previsto l’uso di materiali reali come sono anche i video proposti (con vari scopi)  su Youtube.

 

una Big Night per il cibo italiano…

Quella qui giù è scena tratta da Big Night  un film del 1996.
Il film narra la storia di due fratelli italiani che gestiscono un ristorante negli Stati Uniti, quando per gli americani la cucina italiana era fondamentalmente “spaghetti con polpette” … 🙂

Qui Secondo (il maitre) tenta di spiegare a una cliente americana perché non va bene mangiare insieme amido (il riso) e carboidrati (gli spaghetti)…
Nella sequenza successiva Secondo cerca di convincere Primo (il cuoco) a preparare la pasta per la cliente…

Ho utilizzato questa scena in classe per sviluppare dei dialoghi non sulla “cucina italiana” in sé, ma sull’incontro tra culture diverse ed evidenti “crisi di identità” che possono svilupparsi quando ci si trasferisce in un altro paese.
A mio avviso il livello di riferimento per un lavoro di questo tipo è dal B2 in su, con un’adeguata preparazione lessicale al contesto.