La storia della pasta


La storia della pasta…
Software utilizzato: ExeLearning.
Attività composita con esercizi su lessico e ascolto.

Qui trovi l’attività completa…

 

Il menù a sinistra- sulla home page dell’attività- permette la navigazione tra i vari capitoli.

Un titolo per definire l’attività…
Il titolo La storia della pasta qui è un po’ “pretenzioso” 🙂 … Tuttavia capita spesso di parlare di cibo italiano a lezione e la pasta è un elemento sostanziale della cucina italiana. Qui ho voluto dare dei cenni su come sia possibile interpretare la “nascita” della pasta, facendo riferimento ai documenti più diffusi.
Il brano è seguito da un semplice esercizio di comprensione vero/falso.

Un’immagine vale mille parole…
Nel capitolo successivo, ho sfruttato uno degli strumenti di ExeLearning che permette di costruire una galleria di immagini, inserendone alcune sui “vari tipi di pasta”.


Nella voce che segue, avevo pensato di creare un brevissimo esercizio di comprensione su alcuni verbi collegati al “fare” la pasta; poter utilizzare costantemente le immagini è sempre un elemento sostanziale nella preparazione di materiali fruibili online.



Un “americano” che mangia la pasta…
Quello che, tuttavia, mi stimolava di più nella composizione di questa attività era la possibilità di rintracciare validi riferimenti nelle arti visive. Ho pensato, quindi, di inserire in questo percorso la famosa scena di Un americano a Roma in cui Alberto Sordi decide di “distruggere” un piatto di spaghetti. Per farlo, però, mi sembrava opportuno dare dei riferimenti in merito al periodo in cui era stato girato il film e al contesto nel quale veniva inserita la storia.
Ecco perché ho pensato di rielaborare in poche righe alcuni riferimenti al Piano Marshall proposti da Wikipedia…


e successivamente una scheda con una breve sinossi del film:


Il lavoro di preparazione alla visione della scena è concluso, per cui non resta che inserire il file che contiene lo spezzone di film ospitato su Youtube.


Dopo aver guardato la scena una prima volta (come da consegna), gli studenti cliccano sul tasto indicato che apre una pagina a seguire. La pagina contiene, in sostanza, il testo del parlato con alcune note. Ferdinando, infatti, inserisce nel suo parlato  alcune espressioni tipiche di quello che chiamiamo “romanesco”, probabilmente non immediatamente accessibili a degli studenti stranieri.


Nelle note provo a dare una spiegazione accessibile ad alcuni dei termini e dei modi di dire tipiche che Ferdinando utilizza:


Il senso fondamentale di questa sezione voleva essere quello di attivare delle curiosità sulla storia  e di mostrare le sequenze di una scena famosa del cinema che italiano; una scena che contiene in sé una grande valenza ironica e auto-ironica immediatamente percepibile anche da parlanti di livello intermedio.
Ma…  accade, a volte, su Youtube che alcuni spezzoni di film presenti per molto tempo (e sui quali, magari, si lavora per tanto tempo) scompaiano:


… per poi riapparire con altro codice (cioè postati da altri utenti) e magari con durate diverse perché inserite in scene più lunghe.

Nella costruzione della attività alla scomparsa di un video da un indirizzo, bisognerebbe sopperire con il reperimento del nuovo indirizzo e quindi incorporare la scena o inserire il link alla nuova collocazione… Non è un lavoro lungo e complesso e si può fare tranquillamente, anche perché la rimozione di spezzoni di film da Youtube può capitare ma, obiettivamente, è un evento piuttosto raro.

Materiali reperibili in rete…
L’ultima sezione di questa attività contiene un esercizio di comprensione creato su un ottimo video di Giallo Zafferano.
La scena mostra la preparazione di un piatto di penne all’arrabbiata e dura circa 2 minuti: la durata è perfetta (tempi giusti sulla soglia di attenzione anche per apprendenti di livello B1/B2…), così come i ritmi del parlato  della conduttrice. Inoltre nei video di Giallo Zafferano sono mostrati e indicati i vari ingredienti utilizzati con estrema precisione:


Per lavorare sulla comprensione di questa scena, ho pensato di creare un semplice esercizio vero/falso, così da valorizzare al massimo l’agilità di sviluppo della scena stessa.


In conclusione
Ho costruito questa attività per i miei studenti di livello B2 ma mi sono accorto di poterla proporre anche a studenti di livello B1 e livello C2, ovviamente con diverso lavoro di preparazione alla fruizione per i diversi livelli.

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